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mercoledì 4 maggio 2022

Tapas

Buonasera blog,

sono nuovamente arrivata al giorno della settimana della lezione di vinyasa con Claudia. E nuovamente la sua lezione é stata fonte di ispirazione, di voglia di approfondimento e di ricerca di nuovi significati, per dare nuove spiegazioni e interpretazioni di questo  mio viaggio nella vita. Sono sempre mie interpretazioni 🙊  alle quali probabilmente la mìa mente si accosta più semplicemente per essere più serena e felice. Ma alla fine che male c’è nel dare la propria migliore interpretazione alla vita ?

Questa sera ci ha parlato di un termine sanscrito “Tapas” che significa calore generato dal fuoco per attrito, frizione, come succede quando si sfrega il bastoncino per accendere il fuoco. 

Un fuoco interiore che si accende grazie alla disciplina, alla forza di volontà, all’austerità, alla capacità di metterci alla prova anche quando vorremmo magari restare nella nostra zona di comfort, a nostro agio e senza troppo sforzo. 

Invece  praticando  Tapas, generando calore, possiamo bruciare le impurità del corpo e della mente, bruciare i vecchi schemi, le abitudini negative. Evolvere  e cambiare aprendoci al nuovo e al cambiamento , autodisciplinandoci con passione, ma anche con il coraggio di bruciare e scrollarci di dosso le impurità fisiche e mentali.

Certo queste non sono le mie interpretazioni, non avrei potuto arrivare a tanto 🙈, ma il frutto delle ricerche fatte dopo la pratica di questa sera, curiosa di capirne di più e verificare se ne avessi capito qualcosa.

E così ho capito che Tapas è anche impegnarsi quando non ce la si sente, sforzarsi e applicarsi con dedizione e disciplina, superando gli ostacoli, quelli reali, gli impedimenti fisici o di qualsiasi altra natura o anche solo la stanchezza o la pigrizia .

Possiamo così cogliere l’opportunità di aprirci al nuovo gioendo delle nuove possibilità e dell’imprevisto.Lasciando così alle nostre spalle ciò che ci blocca e impedisce la nostra evoluzione.

E questa invece è mia interpretazione veramente 🐵 .... sul tappetino possiamo metterci sempre in gioco, restando in situazioni di scomodità con asana più o meno complesse e impegnative, eseguendo kriya sfidanti, stressando il nostro corpo fisico o sottile, oppure anche semplicemente disciplinandoci nel compiere una  meditazione, un esercizio di pranayama, recitando un mantra o tenendo un mudra.

Possiamo generare calore attraverso il nostro fuoco interiore, la nostra energia vitale, prodotta dalla pratica per bruciare, respiro dopo respiro, quel brutto pensiero, quell’ ansia, quella vecchia abitudine o schema. 

E praticando sul tappetino possiamo educarci a fare tutto ciò anche nella vita, così da accettare le sfide e i cambiamenti senza troppo timore. Accettare il momento di dolore e difficoltà o dispiacere, perché può essere tapas, quell’ attrito, la miccia di quell’ incendio che può bruciare le impurità e dare il via al cambiamento. 

A questo punto mi viene da pensare veramente che queste siano mie interpretazioni per sfuggire  agli aspetti negativi del mio cammino,  però se così riesco a stare meglio e essere più serena e felice beh ... ben vengano.

In fondo é accertato, almeno da me si, che dopo aver provato queste emozioni ed essere riuscita a dominarle e superarle, si può risalire, apprezzando solo dopo il vero piacere della felicità semplice e fatta di poche cose. Così  come il piacere della pratica di un kriya, di un flow di vinyasa, di una sequenza di ashtanga o di una meditazione. Se poi completiamo con qualche esercizio di pranayama, raggiungere il silenzio interiore é il massimo del senso di pace e realizzazione.

Come ha detto Claudia questa sera “espandersi in un’inspirazione e sentire la propria pelle sciogliersi e fondersi con l’aria” .. più o meno .. o forse anche questa è una mia interpretazione.

E quindi pratichiamo il Tapas. 

Ma poi .. le Tapas non erano quegli stuzzichini sfiziosi spagnoli che si mangiano a ogni ora 🙈🙉🐵🙊 o mamma che confusione che faccio.

Ma tanto questi sono solo discorsi tra me e te vero caro blog ?

Alla prossima 

Never Give Up

Solaika

lunedì 2 maggio 2022

Ricordati di respirare

Buonasera caro blog,

la lezione di Yin Yoga sulla Nuvola con Valentina di questa sera, mi ha lasciato con questa intenzione, preservare la mia serenità. Poiché alla fine di tutto penso che sia il bene più prezioso che io possa avere.

Come fare ? Beh le parole che hanno colpito nel segno questa sera,  più o meno dicono così, con qualche mia rielaborazione 


“Impariamo  a rimanere nel momento presente, nel nostro silenzio interiore e nel nostro respiro, senza  ostacolare l’arrivo dei pensieri, ma lasciandoci da loro attraversare, arrivare  e andar via, senza lasciarci travolgere, senza giudizio e attaccamento. E così come nella pratica anche nella vita di tutti i giorni, lasciamo andare, senza farci travolgere da eventi ed emozioni, preservando il nostro equilibrio e la nostra tranquillità e pace interiore. Eventi, emozioni, tensioni così come arrivano, passano e se ne vanno,  così come le foglie degli alberi che germogliano, crescono,  appassiscono e vanno via per tornare poi  di nuovo, con l’alternarsi delle stagioni e il passare del tempo.”





In queste frasi c’è un pó di tutto, tanta della mia esperienza di vita che va dalla pratica di Yin di questa sera, alle svariate pratiche di meditazione e esercizi di respirazione. Ma persino delle lezioni di mindfullness degli  anni passati. E si non mi sono fatta mancare neanche quelle 🙄

Ma tutto fa ! Tutto aiuta ! Sopratutto ascoltare questo nostro respiro, che sembra essere solo uno scambio di gas dall’esterno all’interno del nostro corpo e viceversa. 

Invece è molto di più. E’ prana, energia vitale, è tutto quanto di più forte e positivo possiamo fare per il nostro benessere e la nostra serenità interiore. 

Never Give Up

Solaika 

lunedì 26 giugno 2017

L'equilibrio precario e quella piccola folata di vento

Stavo per decidermi a scrivere del mio rinnovato equilibrio precario, quando pensandoci bene .. mi sono chiesta
"come fare per testare se questo benedetto equilibrio sia davvero così precario ?"
Beh direi mettersi in condizioni di prova, mettersi in condizioni di poter perdere l'equibilibrio e se non sono proprio caduta, ma ho solo vacillato, forse in fondo qualche miglioramente c'è stato.

Tutto l'inverno ad imparare ad essere forte, a sforzarmi di acquisire consapelozza,  ad imparare ad accerttarmi e credere nella forza del mio respiro.
E l'ultimo periodo ? A cercare di autoconvincermi che caspita .. sono davvero migliorata ..
"Va davvero molto meglio, non posso che essere felice ripensando ai notevoli miglioramenti, il peggio è passato"  adesso non mi resta che godere di questi miglioramenti ed esserne felice.

E poi .. una piccola folata di vento, la condizione di poter perdere l'equilibrio e ... "sei caduta" , non proprio, ma quasi, mi sono aggrappata al mio respiro e spero che la prossima folata non mi passi attraverso, ma che sia il contrario, sia io a passarci attraverso, a sentirmela volare via sulla pelle.

Cosa è successo ? Ho mangiato una pizza, sono ricaduta nella trappola dell'associazione di ricordi .. nei meccasmi della mia mente e .. ho barcollato, ma alla fine il mio respiro mi ha tenuta in equilibrio e il blocchetto mi ha sostenuta.
Almeno questo ancora fino ad oggi .. il futuro lo vedremo vivendo.

Vamonos
Sofia



giovedì 15 giugno 2017

Sarà colpa della meditazione di Kundalini praticata ieri sera ?


Questa mattina ho preso il 4 ( mezzo di trasposto Gtt ) poichè ieri sera sono stata sopresa da tre ore di maltempo al termine della mia giornata lavorativa. Pertanto ho dovuto portare la mia Vespa, il mio mezzo di trasporto "non invernale", al riparo e tornare all'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici locali.
Durante il tragitto ho letto l'articolo, se così si può definire, che riporto di seguito ( se qualcuno lo ha citato direi che posso farlo anche io ).
  "Quando nella tua vita sta succedendo qualcosa, prova una pratica: non dirlo a nessuno, anche se dovessi sentire un forte prurito per la voglia di raccontarlo. Quando succede qualcosa, conservalo in te, allora conserverai la tua forza e il potenziale di ciò che accade. Anche quando qualcuno cerca di coinvolgerti nei suoi racconti: conserva la calma e controlla le emozioni, non permettere agli altri di controllarti attraverso le emozioni. Questo tuo atteggiamento sarà notato; avrai l’aureola della forza e dell’enigma.

Ma in realtà, hai soltanto conservato te stesso. Le parole e i pensieri influenzano la nostra vita; il DNA li percepisce come se fosse il discorso umano. Anche ciò che leggiamo influenza il DNA: le sue molecole ricevono l’informazione acustica e luminosa. La lettura che facciamo in silenzio, lascia una traccia nei nuclei delle cellule, seguendo i canali elettromagnetici: un testo risana il nostro apparato ereditario, l’altro testo lo traumatizza. Le parole della preghiera risvegliano le risorse dell’apparato genetico: mentre una maledizione distrugge i programmi di carattere ondulatorio e disturba il normale sviluppo dell’organismo.
All’apparato genetico non è indifferente ciò che pensiamo, quali libri leggiamo: tutto è impresso nel genoma ondulatorio che cambia, in una direzione o nell’altra, il programma di vita di ogni cellula. Una parola può portare al cancro, e un’altra parola può guarire. Quando dite o pensate: “sono grasso/a” vi arriveranno dei chili in più. Dicendo “sto dimagrendo” potreste anche iniziare a sentirvi peggio, perché la parola “magro” ha anche un significato negativo: “scarso”, “Insufficiente”. Dite: “sto diventando più snella”, e allora questa forma-pensiero vi influenzerà positivamente. Affinché non succeda nulla di brutto, è molto importante non pensarlo; e ancor più importante non parlarne. Non a caso esiste il proverbio: detto fatto. Avete avviato il programma dell’esecuzione.

 E ancora: sgridando qualcuno, o maledicendolo, insultandolo, influenzate non solo il suo campo vitale, ma anche il vostro. State distruggendo la vostra energia sottile e attirate la stessa maledizione per se stessi e per i vostri figli. Sostituendo i pensieri negativi e le parole negative con quelle positive, create attorno a voi lo spazio dell’amore e della positività, che molte cose negative non saranno in grado di rompere. "



[ Fonte: http://aprilamente.info/imparate-parlare-poco-dna-sente/ ]

I passaggi che ho riportato sottolineati mi hanno colpita.
Spesso mi faccio coinvolgere troppo dai racconti, i pensieri le esperienze altrui, mi faccio trasportare troppo e lascio che si riaccendano in me emozioni, direttamente o indirettamente, collegate. 
Potrei fare degli esempi, ma preferisco cominciare a seguire il primo consiglio dell'articolo 
"Quando succede qualcosa, conservalo in te, allora conserverai la tua forza e il potenziale di ciò che accade".
Riguardo all'uso delle parole, mi piacerebbe tanto poter dire "sto diventando più snella", ma .... direi il falso, pertanto meglio tacere in proposito. Tuttavia ricordo molto bene una persona che un tempo mi disse di non usare la parola "ansia", anche se non ricordo di preciso con cosa sostituirla .. o se non menzionarla affatto. Al tempo  penso di non avere dato troppo peso a questo consiglio, oggi .. preferisco nuovamente cominciare a seguire il primo consiglio dell'articolo.
Ma veniamo alla  parte finale, sempre dell'articolo in questione, ci credo davvero, ma davvero tanto
"creare attorno a noi lo spazio dell'amore e della positività, che molte cose negative non saranno in grado di rompere". Che dire continuo a voler seguire il primo consiglio dell'articolo.

Sarà mica colpa della meditazione di Kundalini praticata ieri sera ? 
O questo può dar spazio ad un altro post ?

Vamonos
Sofia