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mercoledì 13 aprile 2022

Se ci togliessimo le scarpe e potessimo scorrazzare a piedi nudi ...

Buongiorno blog, veramente tanto tempo che non mi faccio sentire ... sono incostantemente timorosa di non aver nulla da dire.
E' da qualche giorno che ci penso a te e ti consulto e riconsulto e mi dico "ma possibile averci dedicato cosi bel tempo e poi averlo abbandonato ?"
In realtà è da dopo aver visto la seconda serie di Volevo fare la rockstar che ho ricominciato a pensare a te. Ho spulciato qualche post dell' omonimo blog e mi sono detta, possibile che io non abbia nulla da dire.
Così oggi mi sono lasciata ispirare da un commento che ho trovato su facebook da nuvola yoga che dice

"C’è un abito, un gesto, un’abitudine che oggi possiamo abbandonare? Se ci togliessimo le scarpe e potessimo scorrazzare a piedi nudi in riva al mare? Ovunque siamo, possiamo scegliere una strada diversa per andare a lavoro, un modo nuovo per guardare alle cose, un’attitudine insolita per camminare la vita…vediamo che succede"

Ovviamente se potessi togliermi le scarpe e camminare a piedi nudi lo farei in qualsiasi momento, ma oggi non è proprio possibile, almeno non in ufficio.
Ogni tanto cambio percorso per andare al lavoro, trovo che sia molto importante ed utilissimo esercizio per la nostra mente, per spezzare gli schemi abitudinari, altrimenti non possiamo che fossilizzarci nella nostra solita routine. Però ho appena cambiato percorso, trovarne già uno nuovo non mi sembra il caso, ancora devo abituarmi a questo qui.
Un modo nuovo per guardare le cose è sempre un ottimo proposito che sicuramente porta a un'attitudine insolita per camminare la vita. Ma forse intraprendere discorsi sull'attraversamento di questa nostra attuale vita terrena, non è cosa buona per oggi.
Non lo è neanche scegliere un'abitudine da abbandonare oggi così su due piedi, non ci si può neanche pensare così a cuor leggero.

Però se davvero ci impegniamo nel cercare di guardare con occhi differenti dal solito certi eventi, certe situazioni che sovente riteniamo che ci facciano più soffrire che gioire. Se cerchiamo di soffermarci un pochino di più prima di reagire e se abbandoniamo un pò l'attaccamento, può anche succedere che ci rendiamo conto che in fondo non tutto è così indispensabile e così difficile da accettare o da comprendere.
Che in realtà siamo già molto soddisfatti e felici.

Ed è così che un giorno, dopo anni e anni di trip mentali, ansie, stress e sofferenze, un giorno mi sono svegliata e ho pensato "certo che sono davvero felice, perchè finora ho pensato di non esserlo o di non poterlo essere ?"
Ma davvero a riguardare indietro a certe situazioni mi vien persino da pensare "è meno male che le ho vissute, affrontate e superate". Magari avrei potuto farlo meglio, ma intanto ci sono arrivata finqui, ho attraversato quei momenti  e oggi mi sento in grado  di osservare la mia vita con diversa prospettiva,  una persona più arricchita che senza quei momenti adesso non sarei.

In realtà il processo è lento e lungo, ma forse senza impuntarsi su cosa abbandonare ogni giorno e sforzandosi di allenare la nostra mente e il nostro cuore ad andare un pochino oltre, ad aprirsi in maniere differente, piano piano, giorno dopo giorno, le cose se ne andranno senza neanche che ce ne se ne renda conto. E il momento in cuilo faremo sarà davvero pieno di gioia e soddisfazione, soprattutto di ritrovata serenità.

Never Give Up
Solaika








lunedì 26 giugno 2017

L'equilibrio precario e quella piccola folata di vento

Stavo per decidermi a scrivere del mio rinnovato equilibrio precario, quando pensandoci bene .. mi sono chiesta
"come fare per testare se questo benedetto equilibrio sia davvero così precario ?"
Beh direi mettersi in condizioni di prova, mettersi in condizioni di poter perdere l'equibilibrio e se non sono proprio caduta, ma ho solo vacillato, forse in fondo qualche miglioramente c'è stato.

Tutto l'inverno ad imparare ad essere forte, a sforzarmi di acquisire consapelozza,  ad imparare ad accerttarmi e credere nella forza del mio respiro.
E l'ultimo periodo ? A cercare di autoconvincermi che caspita .. sono davvero migliorata ..
"Va davvero molto meglio, non posso che essere felice ripensando ai notevoli miglioramenti, il peggio è passato"  adesso non mi resta che godere di questi miglioramenti ed esserne felice.

E poi .. una piccola folata di vento, la condizione di poter perdere l'equilibrio e ... "sei caduta" , non proprio, ma quasi, mi sono aggrappata al mio respiro e spero che la prossima folata non mi passi attraverso, ma che sia il contrario, sia io a passarci attraverso, a sentirmela volare via sulla pelle.

Cosa è successo ? Ho mangiato una pizza, sono ricaduta nella trappola dell'associazione di ricordi .. nei meccasmi della mia mente e .. ho barcollato, ma alla fine il mio respiro mi ha tenuta in equilibrio e il blocchetto mi ha sostenuta.
Almeno questo ancora fino ad oggi .. il futuro lo vedremo vivendo.

Vamonos
Sofia



giovedì 15 giugno 2017

Sarà colpa della meditazione di Kundalini praticata ieri sera ?


Questa mattina ho preso il 4 ( mezzo di trasposto Gtt ) poichè ieri sera sono stata sopresa da tre ore di maltempo al termine della mia giornata lavorativa. Pertanto ho dovuto portare la mia Vespa, il mio mezzo di trasporto "non invernale", al riparo e tornare all'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici locali.
Durante il tragitto ho letto l'articolo, se così si può definire, che riporto di seguito ( se qualcuno lo ha citato direi che posso farlo anche io ).
  "Quando nella tua vita sta succedendo qualcosa, prova una pratica: non dirlo a nessuno, anche se dovessi sentire un forte prurito per la voglia di raccontarlo. Quando succede qualcosa, conservalo in te, allora conserverai la tua forza e il potenziale di ciò che accade. Anche quando qualcuno cerca di coinvolgerti nei suoi racconti: conserva la calma e controlla le emozioni, non permettere agli altri di controllarti attraverso le emozioni. Questo tuo atteggiamento sarà notato; avrai l’aureola della forza e dell’enigma.

Ma in realtà, hai soltanto conservato te stesso. Le parole e i pensieri influenzano la nostra vita; il DNA li percepisce come se fosse il discorso umano. Anche ciò che leggiamo influenza il DNA: le sue molecole ricevono l’informazione acustica e luminosa. La lettura che facciamo in silenzio, lascia una traccia nei nuclei delle cellule, seguendo i canali elettromagnetici: un testo risana il nostro apparato ereditario, l’altro testo lo traumatizza. Le parole della preghiera risvegliano le risorse dell’apparato genetico: mentre una maledizione distrugge i programmi di carattere ondulatorio e disturba il normale sviluppo dell’organismo.
All’apparato genetico non è indifferente ciò che pensiamo, quali libri leggiamo: tutto è impresso nel genoma ondulatorio che cambia, in una direzione o nell’altra, il programma di vita di ogni cellula. Una parola può portare al cancro, e un’altra parola può guarire. Quando dite o pensate: “sono grasso/a” vi arriveranno dei chili in più. Dicendo “sto dimagrendo” potreste anche iniziare a sentirvi peggio, perché la parola “magro” ha anche un significato negativo: “scarso”, “Insufficiente”. Dite: “sto diventando più snella”, e allora questa forma-pensiero vi influenzerà positivamente. Affinché non succeda nulla di brutto, è molto importante non pensarlo; e ancor più importante non parlarne. Non a caso esiste il proverbio: detto fatto. Avete avviato il programma dell’esecuzione.

 E ancora: sgridando qualcuno, o maledicendolo, insultandolo, influenzate non solo il suo campo vitale, ma anche il vostro. State distruggendo la vostra energia sottile e attirate la stessa maledizione per se stessi e per i vostri figli. Sostituendo i pensieri negativi e le parole negative con quelle positive, create attorno a voi lo spazio dell’amore e della positività, che molte cose negative non saranno in grado di rompere. "



[ Fonte: http://aprilamente.info/imparate-parlare-poco-dna-sente/ ]

I passaggi che ho riportato sottolineati mi hanno colpita.
Spesso mi faccio coinvolgere troppo dai racconti, i pensieri le esperienze altrui, mi faccio trasportare troppo e lascio che si riaccendano in me emozioni, direttamente o indirettamente, collegate. 
Potrei fare degli esempi, ma preferisco cominciare a seguire il primo consiglio dell'articolo 
"Quando succede qualcosa, conservalo in te, allora conserverai la tua forza e il potenziale di ciò che accade".
Riguardo all'uso delle parole, mi piacerebbe tanto poter dire "sto diventando più snella", ma .... direi il falso, pertanto meglio tacere in proposito. Tuttavia ricordo molto bene una persona che un tempo mi disse di non usare la parola "ansia", anche se non ricordo di preciso con cosa sostituirla .. o se non menzionarla affatto. Al tempo  penso di non avere dato troppo peso a questo consiglio, oggi .. preferisco nuovamente cominciare a seguire il primo consiglio dell'articolo.
Ma veniamo alla  parte finale, sempre dell'articolo in questione, ci credo davvero, ma davvero tanto
"creare attorno a noi lo spazio dell'amore e della positività, che molte cose negative non saranno in grado di rompere". Che dire continuo a voler seguire il primo consiglio dell'articolo.

Sarà mica colpa della meditazione di Kundalini praticata ieri sera ? 
O questo può dar spazio ad un altro post ?

Vamonos
Sofia