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martedì 22 novembre 2011

Mercatino di Natale

Il 26 e 27 novembre a Lusernetta ( Val Pellice) ci sarà un mercatino di Natale. Quest'anno Anna Marchisio e sua mamma,  invece di fare spese come al solito, saranno li per farle fare agli altri... Il loro banchetto presenterà articoli di cucito e articoli ricamati a punto croce. Se non sapete cosa fare, accorrete.
Oltre agli acquisti natalizi è consigliata una visita alla Cappella di San Bernardino. Molto bella, merita di essere vista, inoltre il signore, che solitamente fa da guida, è molto preparato. Viene aperta solo poche volte all'anno.

Breve nota sulla Cappella di San Bernardino
di Anna Marchisio

La Cappella di S. Bernardino, secondo il parere di alcuni studiosi, è collocabile, come datazione, intorno al XV secolo ed il suo nome è legato a S. Bernardino da Siena (1380-1440), che intorno al 1425 si recò nelle valli di Lucerna per la conversione dei Valdesi.

Nel 1584 fu cappella gentilizia dei conti di Rorà. Alla fine del 1700 questa parrocchia dipendeva dal comune di Bibiana, da cui fu stralciata in seguito per formare l’attuale parrocchia di Lusernetta.
La facciata esterna, costruita posteriormente, è in stile gotico con un rivestimento in mattoni.
Sul frontone si nota uno stemma che rappresenta la fusione di due casati: quello del conte Enrico Morozzo della Rocca ed Irene Veraris di Castiglione, nobili torinesi che verso la fine del 1800 si occuparono della risestimazione del cimitero nel quale è sita la cappella.

All’interno troviamo un considerevole numero di affreschi, di notevole impatto visivo è l’abside interamente ricoperta di immagini raffiguranti gli Evangelisti ed un Cristo benedicente sulla volta; San Bernardino, San Chiaffredo, Santo Stefano, San Giovanni Battista, Maria Maddalena e la Madonna in trono con in braccio il Bambino vestito di un cappottino (immagine rarissima) nella parete terminale ed infine i dodici Apostoli sulle pareti laterali tutti questi affreschi sopra menzionati sono di autore ignoto chiamato "Maestro di Lusernetta".

Nella parte riservata ai fedeli sono presenti: un bellissimo affresco raffigurante la Madonna della Misericordia con bambino, affiancata da S. Sebastiano e S. Biagio opera di Jacobinus Longo; un San Giorgio a cavallo che uccide il drago per salvare la principessa, San Michele, Sant’Antonio, Santa Marta e San Nicola tutti, ad esclusione del primo, di recente ritrovamento. A seguito dei lavori di abbattimento della volta interna sono stati riportati alla luce altri affreschi raffiguranti S. Giorgio a cavallo che uccide il drago, S. Michele, Santa Marta e S. Nicola da Tolentino. 





venerdì 7 gennaio 2011

La storia dei miei presepi

Il Natale è un periodo dell'anno molto particolare. Le strade si riempiono di luci colorate, le vetrine di decorazioni. Nell'aria si respira un'euforia particolare.
I simboli per eccellenza del Natale sono l'abete decorato e il presepe, rappresentazione della natività.
Nelle case della mia famiglia ricordo, sin da quando ero piccolina, che è consuetidine costruire il presepe e decorare l'albero. Ricordo i pacchi riposti sotto l'albero la notte della vigilia di natale, io e mio cugino agitatissimi nell'attesa della venuta di Gesù bambino, per poterli scartare, pieni del nostro entusiamo e della nostra ingenuità di bambini.
Nella mia mente sono fotografati vari momenti legati ad immagini di un albero di natale o di un presepe.
Ridordo di un Natale nel quale con mio cugino facemmo un gran caos scartando i nostri regali sotto l'albero addobbato nel salotto dei miei zii.
Nella mia casa natale avevamo un discreto spazio da dedicare al presepe e all'albero. Quando ero piccola ci pensavano mia mamma e mia sorella.
Ricordo di un presepe fatto nella camera di mia sorella, di un compleanno festeggiato con i miei compagni di classe e delle corse fatte con loro durante i nostri giochi. Quanto si arrabbiava mia sorella perchè urtavamo le statuine, le stesse statuine rosicchiate dalla nostra cagnolina , Laika.
Poi quando mia sorella si è sposata, lei ha cominciato a pensare anche al suo presepe. Ne ricordo uno molto particolare nell'ingresso di casa sua, fatto su una cassapanca, con un grandissimo ponte di polistirolo. L'aberello piccolino con le palline nuove.
Quando acquistammo la casa a Villate, l'entusiasmo di avere degli abeti veri nel giardino, ci ha portato a decorarne uno altissimo. Luci da esterno, palline di plastica .. era davvero bello, alto e bello.
Tanto grande divenne l'albero, tanto piccolo divenne il presepe nella mia casa. Infatti lo spazio si ridusse notevolmente, io cominciai ad occuparmi del presepe di casa e durante quegli anni riuscivo a ricavare montagne, posizionare casette, statuette, pastori, pecorelle e la capanna della natività, in spazi veramente ridotti.
Poi finalmente ebbi nuovamente grandi spazi a disposizione e la mia creatività potè così avere ampia libertà.
Furono gli anni del grande presepe ricavato sullo scalino nel salone di casa.
Prima di tutto cercavo in giro per casa qualsiasi cosa per fare da base alle montagne, cartoni, sgabelli, sedie, un anno anche uno stendino rubato nel locale lavanderia. Quindi rivestivo tutto con la carta creando montagne, grotte, pianure. Con grandi teli azzurri stendevo il cielo sopra il presepe.
Disponevo le luci, quindi tutto il resto, casette, capanne, statuine, animali. I presepi di quegli anni erano veramente affollati, poichè l'insieme del nostro e di quello di mia sorella, più qualche aggiunta che di anno in anno facevo io. Anche l'albero era grande, ma all'interno della casa, sempre a fianco al presepe.
Durante quegli anni cominciai a pensare al mio presepe, quello che avrebbe riempito la mia casa, la nostra casa, mia e di Massimo.
Nel tempo acquistammo statuine, animali, la capanna, il bue e l'asinello, tutta la natività. Così come palline, le più belle, le più ricercate, le più particolari. Raccolto anno per anno, e deposto in scatole nell'attesa di poter un giorno disporre tutto in qualche salotto tutto nostro.
Poi venne questo momento. Il nostro primo presepe fu proprio nel salotto di casa nostra. Sulla sinistra il presepe, a fianco l'albero.
Avevamo accumulato talmente tanti personaggi per il presepe, che ebbi qualche difficoltà a disporre tutto. Questo anche perchè feci mio qualche personaggio del presepe della mia casa di origine. Quelli a cui sono più affezionata. Feci la stessa cosa con qualche pallina dell'albero.
Negli ultimi anni ho cominciato a fare il presepe nell'ingresso, sul piano di un mobile. E' diventato nuovamente un presepe di dimenisioni ridotte, ma devo dire che, soprattutto quest'anno, sono veramente orgogliosa.
Il presepe di quest'anno è meno elaborato, con meno carta, meno montagne, più piccolo, eppure tutti i mie personaggi sono ben disposti ed hanno una loro collocazione attorno alla mia natività.


Come in ogni mio presepe vi è un fiumiciattolo, che sfocia in un laghetto, passando sotto un ponticello. Lungo il fiume vi sono i pescatori e le lavandaie che sbattono i panni. Papere, cigni ed anche un pesciolino percorrono le sue acque. Qualche pecorella e oca vi si abbevera. Due ragazzi prendono l'acqua dalla fontana sulle sue rive.







A monte, alla sua sorgente, il pascolo delle pecorelle, con pastori.




A valle il mercatino con tutti i suoi personaggi, il pescivendolo, il fornaio, il ciabattino, l'ombrellaio, persino un decoratore di vasi.




Anche altri animali, condotti da tipici personaggi, si dirigono verso la capanna ad accogliere il bambinello.



Al centro la capanna con il bue e l'asinello, Giuseppe e Maria, la mangiatoia vuota, fino alla notte della nascita, quando arriverà il bambinello Gesù.


Accolto da angeli, zampognari e ogni personaggio che ha qualcosa da portargli in dono. Fino ai tre Re magi, che da lontano percorrono la loro strada, per venire ad accoglierlo e portare anch'essi i loro doni.





Questo è il mio presepe di quest'anno, con gli stessi tradizionali personaggi di sempre. Qualcuno un pò più datato, preso in prestito, per mantenerne ricordo, al vecchio presepe della mia casa natale.

Come la lavandaia


e il vasaio



Altri nuovissimi,
come il ragazzino che porta il cesto di frutta












Un pochino cambiato nell'aspetto, ma fondamentalmente sempre uguale. Cosi come sempre uguale è il mio entusiasmo, come quando da piccolina, e fino a non molti anni fa, mi fermavo a osservarlo e ogni tanto spostavo qualche personaggio, per renderlo vivo e in movimento.



Oggi come ogni anno, le luci si spengono, le palline
vengono riposte nelle loro scatole, la vita riprende come sempre, nell'attesa del prossimo Natale.










Questa è la storia della mio piccolo percorso legato a questo magico periodo dell'anno .. il Natale.

Buon anno nuovo
Grazie per la vostra attenzione
Sofia

lunedì 13 dicembre 2010

A Natale ricordiamoci che il sorriso di un bimbo è il dono più meraviglioso

A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai:
riprendere a giocare,
riprendere a sognare,
riprendere quel tempo
che rincorrevi tanto.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.

A Natale puoi
dire ciò che non riesci a dire mai:
che bello è stare insieme,
che sembra di volare,
che voglia di gridare
quanto ti voglio bene.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
È Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
Luce blu,
c’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:
è la voglia che hai d’amore,
che non c’è solo a Natale,
che ogni giorno crescerà,
se lo vuoi.

A Natale puoi.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e da Natale puoi fidarti di più.

A Natale puoi
puoi fidarti di più.

A Natale puoi.